Intervista al Prof. Furio Colivicchi, leader nazionale dello studio EUROASPIRE
A Monaco durante il congresso ESC 2026, in occasione della presentazione dei risultati della VI edizione dello studio EUROASPIRE, abbiamo intervistato il Prof. Furio Colivicchi, Presidente della HCF Fondazione ANMCO per il Tuo cuore ETS, che ha tra le sue mission proprio la ricerca clinica, leader dello studio per i centri italiani e coautore della pubblicazione sull’European Heart Journal1.
La prima survey EUROASPIRE risale a circa 30 anni fa, come è nato questo progetto, quali erano gli obiettivi?
Fin dalla pubblicazione delle prime linee guida pratiche della Società Europea di Cardiologia (ESC) sulla prevenzione cardiovascolare è emersa subito la necessità di andare a sondare nel mondo reale come le linee guida vengono implementate nella pratica clinica.
Con questo obiettivo nel biennio 1995-1996 è stata fatta la prima survey EUROASPIRE. Nella sua prima edizione sono stati coinvolti 9 paesi europei per un totale di 4863. Gli obiettivi principali erano: (i) determinare se i principali fattori di rischio per la cardiopatia coronarica sono riportati nella documentazione clinica dei pazienti; (ii) misurare i fattori di rischio modificabili e descriverne la gestione dopo il ricovero; e (iii) stabilire se i familiari di primo grado erano stati sottoposti a screening.
Dopo la prima survey sono state condotte altre EUROASPIRE surveys. Prima di arrivare a parlare della VI edizione i cui risultati sono stati recentemente pubblicati, ci dà qualche cenno della storia di questo programma di ricerca?
Alla luce delle informazioni importanti raccolte con la prima edizione dello studio EUROASPIRE, l’ESC nel corso degli ultimi 30 anni ha promosso e condotto altre cinque surveys con gli stessi obiettivi principali.
Nel biennio 1999–2000 è stata condotta una survey che ha incluso centri provenienti da 15 nazioni, inclusa l’Italia, per un totale di 5556 pazienti arruolati. La terza edizione dello studio, condotta nel biennio 2006–2007 ha incluso 22 paesi sempre con l’obiettivo di valutare la gestione di pazienti dopo un ricovero per evento coronarico. Anche in questa edizione tra i paesi coinvolti c’era l’Italia. L’EUROASPIRE IV che ha visto la partecipazione di 24 paesi europei, in questo caso l’talia non era inclusa, si è svolto tra il 2014 e il 2015, ha valutato 7998 pazienti e si è caratterizzato per una particolare attenzione alla valutazione del diabete e del controllo glicemico. La quinta edizione dell’EUROASPIRE, condotta nel biennio 2016-2017, ha incluso 27 paesi, tra cui anche l’Italia, con un totale di 8261 pazienti valutati.
Sebbene tutti questi studi abbiano riportato un impiego crescente nel tempo delle terapie per la prevenzione secondaria delle malattie cardiovascolari aterosclerotiche raccomandate dalle linee guida, rimane ampio il divario tra i target terapeutici ottimali e quanto ottenuto nella pratica clinica, con un’elevata prevalenza degli stili di vita non sani.
Nel corso del congresso ESC 2026 sono stati presentati i risultati dell’EUROASPIRE VI e contemporaneamente pubblicati sull’European Heart Journal, a che punto è la gestione dei fattori di rischio nei pazienti con precedente evento coronarico?
Lo studio EUROASPIRE VI appena pubblicato fornisce informazioni importanti sulla gestione dei fattori di rischio tradizionali. Ricordiamo che i target di riferimento per questa ultima edizione dello studio, condotto tra il 2024 e i primi mesi del 2026, sono quelli raccomandati dalle linee guida sulla prevenzione del 2021.
Condotto in 27 paesi, inclusa l’Italia, lo studio ha mostrato un persistente subottimale controllo del C-LDL con l’83% dei pazienti non a target.
Per quanto riguarda la pressione arteriosa il 60% ha valori > 130/80 mmHg. Per quanto riguarda il diabete, questo ha una prevalenza pari al 33% con oltre il 42 % dei pazienti con HbA1c non a target. La malattia renale cronica e l’obesità hanno una prevalenza, rispettivamente, pari al 31% e 32%. Il dato più preoccupante è rappresentato dal fatto che il controllo dei fattori di rischio è peggiore in quei paesi che hanno una mortalità cardiovascolare maggiore. Questa osservazione deve portare a interventi terapeutici più stringenti in maniera particolare proprio in questi paesi.
Per quanto riguarda l’uso delle terapie raccomandate, come sono gestiti i pazienti in prevenzione secondaria?
Lo studio EUROASPIRE VI, globalmente, mostra un ampio utilizzo delle terapie raccomandate con il 96% dei pazienti trattati con almeno un antiaggregante o anticoagulante, il 77% con un betabloccante, il 75% con un antagonista del sistema reninaangiotensina, e il 93% con un farmaco ipolipemizzante. Percentuali così elevate sembrano essere discordanti con lo scarso raggiungimento dei target terapeutici. In effetti sono espressione del fatto che c’è ampio margine di miglioramento nell’utilizzo dei suddetti trattamenti, ad esempio, con un maggiore utilizzo delle terapie di combinazione che, ricordiamo, sono raccomandate come interventi di prima linea anche dalle linee guida.
Volendo confrontare questi risultati con le precedenti survey, come è cambiata la prevalenza dei fattori di rischio rispetto alla prima edizione di EUROASPIRE?
Se per quanto riguarda il fumo abbiamo una riduzione della percentuale di pazienti fumatori dal 34% riportato 30 anni fa al 19% riportato nella survey più recente, per gli altri fattori di rischio le variazioni sono in senso peggiorativo. La prevalenza del diabete è passata dal 22% al 33%, quella dell’obesità dal 18% al 32%.
Per quanto riguarda l’Italia, quali sono le caratteristiche deli pazienti inclusi nello studio?
Hanno partecipato allo studio tre centri italiani con alto volume di attività in ambito di prevenzione secondaria A rappresentare il sud Italia è stato l’Ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta), per il centro c’è l’Ospedale San Filippo Neri di Roma e in rappresentanza del nord Italia l’ASUGI di Trieste. Il 21% dei pazienti italiani inclusi nello studio sono donne, l’età media è di 67 anni, il 17% è fumatore e il 18% obeso.
In merito all’implementazione dei target raccomandati delle linee guida, l’Italia si trova in una buona posizione della graduatoria che include i 27 stati partecipanti. Nel dettaglio, in Italia le raccomandazioni vengono implementate in maniera ottimale nel 24% dei casi e l’Italia è al quarto posto della graduatoria dopo Germania (29%), Svezia (27%) e Francia (27%).
Per quanto riguarda la partecipazione ai programmi di riabilitazione, i dati provenienti dai pazienti gestiti in Italia sono meno rosei, con il 53% dei pazienti che ha partecipato ad un programma di riabilitazione dopo l’evento acuto, l’Italia è in tredicesima posizione della graduatoria dei 27 paesi.
Quale messaggio vuole dare in conclusione di questa intervista?
In primis ci tengo a ringraziare i ricercatori che nei tre centri italiani hanno contribuito in maniera fattiva alla raccolta dei dati. Ricordiamo che non in tutte le precedenti edizioni del programma EUROASPIRE l’Italia è stata presente e che la partecipazione a questo studio multicentrico internazionale è supportata anche dalle attività e competenze del Centro Studi della HCF Fondazione ANMCO per il Tuo cuore ETS. Per il prossimo futuro non appena saranno disponibili ulteriori dati relativi allo studio EUROASPIRE sarà intereessante un confronto con i dati italiani raccolti con lo studio osservazionale BRING-UP Prevenzione2,3. Il nostro obiettivo sarà quello di diffondere e fare conoscere le evidenze provenienti dal mondo reale perché, usando le parole di Lord Kelvin, professore di filosofia naturale a Glasgow, “misurare è conoscere.
Se tu non puoi misurare non puoi migliorare”.♥
Bibliografia
1. Wood DA, et al; EUROASPIRE VI country Investigators. ESC Guidelines on prevention and rehabilitation in coronary heart disease and current practice: the EUROASPIRE VI survey.
Eur Heart J. 2026 Aug 29:ehag741. doi: 10.1093/ eurheartj/ehag741
2. Colivicchi F, et al; BRING-UP Prevention.
Sustainable and effective lipid-lowering management: prevention strategies from the BRING-UP prevention study. Eur Heart J Qual Care Clin Outcomes. 2026 Jun 23;12(4):632-643. doi: 10.1093/ehjqcco/qcag021.
3. Colivicchi F, et al; on the behalf of BRING-UP Prevention. LDL-cholesterol levels and lipid lowering therapy in secondary prevention.
Baseline data from the BRING-UP prospective registry. Int J Cardiol. 2025 Aug 15;433:133290. doi: 10.1016/j.ijcard.2025.133290.
4. Colivicchi F, et al; a nome dei Ricercatori dello Studio BRING-UP Prevenzione. Studio BRING- UP Prevenzione: un modello di partecipazione nazionale volto al miglioramento delle strategie di prevenzione secondaria [The BRING-UP Prevention study: a national participation model for the improvement of secondary prevention strategies]. G Ital Cardiol (Rome). 2025 Jul;26(7):457-463. Italian. doi: 10.1714/4522.45218

