“… Tra due giorni è Natale e non va bene e non va male”

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“… Tra due giorni è Natale e non va bene e non va male”

L’utilizzo dell’immagine di copertina è stato gentilmente concesso all’ANMCO dalla Heart Research UK


Che le festività natalizie risultino, specie nel Nord Europa e negli USA, un periodo ancora più critico dal punto di vista del rischio cardiaco rispetto alla già critica stagione invernale, è una osservazione da tempo riportata in diversi studi. Più recente è l’individuazione di uno specifico “Merry Christmas Coronary and Happy New Year Attack Phenomenon” in seguito all’evidenza di un picco di mortalità per eventi ischemici coronarici, riscontrato proprio nel giorno di Natale e di Capodanno. In Inghilterra tra il 2019 – 2020 si è osservato un eccesso di mortalità coronarica maggiore del 15% rispetto al resto dell’anno, tanto da spingere l’Heart Research UK ad avviare, in previsione delle festività, una campagna preventiva mirata a sensibilizzare i cittadini verso l’elevato rischio e indurli ad attenuare abitudini e comportamentali esagerati o poco prudenti, considerati trigger di eventi ischemici. Specifici dati italiani non sono noti, ma una sensibilizzazione dei nostri pazienti, nel non abbassare la guardia e assumere costantemente durante le feste le terapie prescritte, appare opportuna. L’“effetto Natale” sembra condizionare anche un elevato rischio post-dimissioni tanto che, verrebbe da dire, non si fa sempre un bel regalo al paziente mandandolo a casa a festeggiare il Natale. Uno studio canadese apparso sul BMJ ha infatti osservato nei pazienti dimessi durante il periodo festivo un rischio maggiore del 16% di re-ospedalizzazione e morte con una tendenza a rinviare i controlli, rispetto a quelli dimessi in periodi normali, tra novembre e gennaio. Il messaggio è di attuare una maggiore e più attenta pianificazione delle dimissioni durante questi giorni, preoccupandosi di prevedere programmi di followup personalizzati. Cosa non semplicissima, visto le crescenti difficoltà nel garantire un adeguato turn-over, come in questi giorni particolarmente enfatizzato. “L’incubo di Natale degli Ospedali italiani: Mancheranno circa 10 mila medici… Tra feste natalizie, Capodanno e domeniche, riposi compensativi dopo turni di guardia, le presenze in corsia si ridurranno drasticamente” (Today economia). Nel frattempo sono stati resi noti dall’AGENAS i risultati del Programma Nazionale Esiti per l’anno 2022 che hanno registrato un lieve aumento dei ricoveri per IMA (circa 1.200 in più rispetto al 2021) con un parziale riavvicinamento ai volumi prepandemici. La mortalità a 30 giorni dal ricovero è del 7,7% simile al 2021 e in diminuzione rispetto al 2020 (8,4%). La proporzione di PTCA effettuate entro 90’ è rimasta costante con una valore mediano del 56% nel 2020 e del 57% nel 2022. Quindi le cure cardiologiche erogate nei 1.400 ospedali pubblici e privati accreditati, nonostante tutto appaiono efficaci. Accontentiamoci per ora di questi numeri positivi che in tempi di emergenza permanente, sono un risultato niente male, che vale la pena di tenersi stretto. Complimenti a tutti… e Buon Natale!

In copertina

L’Ospedale Santo Spirito in Sassia è il più antico ospedale d’Europa, costruito nel 727 sul sito dove in antichità risiedeva la “Schola dei Sassoni”. Nato come edificio destinato al sostegno dei poveri e degli infanti abbandonati, come testimonia ancor oggi la Ruota degli Esposti posta all’esterno dell’edificio, fu poi dedicato all’ assistenza e cura dei malati e dei pellegrini che giungevano a Roma per visitare la tomba di Pietro. In seguito a varie ristrutturazioni avvenute nel corso dei secoli per evitare la rovina della struttura originale, di cui sono ancora visibili pavimenti a mosaico, sculture e affreschi, nel 1929 l’Ospedale Santo Spirito venne ulteriormente ampliato. L’attuale prospetto orientale venne ricostruito sul versante del Lungotevere in Sassia e vennero aggiunti altri edifici, sede dei moderni reparti dell’Ospedale che si sviluppa sull’area di fronte al Lungotevere fino alla porta S. Spirito nel rione di Borgo nei pressi del Vaticano. Rientra tra i presidi ospedalieri dell’ASL Roma 1.

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