Regioni 4.0 Heart Team in Italia

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Regioni 4.0 Heart Team in Italia

Il 27 ottobre 2025 si è tenuto un interessante webinar sul progetto Regioni 4.0 “Heart Team in Italia” dell’ANMCO. Il Vicepresidente Claudio Bilato, il Presidente Designato Federico Nardi, i Moderatori Massimo Milli, Fabiana Lucà e Giovanna Geraci sottolineano il ruolo ed il valore aggiunto derivante dall’apporto che ogni regione può fornire nell’ambito della delineazione di un progetto ANMCO nazionale circa l’Heart Team. “Fotografare” lo status quo attuale anche grazie al ruolo delle survey rende possibile promuovere il confronto, far emergere le criticità ed, in ultima analisi, unificare l’attività dell’Heart Team (HT) su “scala nazionale” in modo da migliorare ancora una volta le reti cardiologiche italiane in termini sia di trattamento delle principali cardiopatie oggetto di discussione in HT (coronaropatia/valvulopatie/endocarditi/scompenso cardiaco avanzato) sia delle cardiomiopatie rare/cardiopatie in gravidanza/cardiotossicità, ecc., anch’esse meritevoli di essere “trattate” in riunioni collegiali. Le ultime linee guida ESC(1) sottolineano e confermano questa necessità, partendo dalla standardizzazione dei requisiti minimi, portando qualità e medicina di precisione, per poi ulteriormente potenziare le specificità dei singoli casi e centri. Marco Vatrano, Presidente Regionale ANMCO Calabria, evidenzia che la recente Survey ANMCO sull’HT è stata accolta con partecipazione variabile dai colleghi cardiologi operanti in realtà eterogenee (Hub cardiochirurgico/Hub interventistico/Spoke). 

Mentre le figure cardine (cardiologo clinico, cardiochirurgo, cardiologo interventista) sono “lapalissiane”, non sempre, però, si coinvolgono professionisti altrettanto necessari, i.e. anestesista, internista o geriatra. È emersa la difficoltà logistica nell’organizzare gli incontri (in primis per “far combaciare” i turni per i vari colleghi da coinvolgere) e spesso il ridotto coinvolgimento dei colleghi dell’ospedale Spoke. Altra criticità riguarda la variabilità dei singoli centri circa i volumi procedurali operatore/centro (procedure transcatetere, PCI primarie, PCI elettive, procedure cardiochirurgiche). L’analisi dei dati ha evidenziato inoltre una marcata variabilità intra-regionale tra le diverse realtà ospedaliere calabresi circa i protocolli interni, le delibere aziendali, il modello organizzativo di convocazione dell’HT (in modo “cadenzato” o sulla base della singola esigenza selezionata “ad hoc”), il registro documentato dei singoli casi, il coinvolgimento attivo del paziente (decisione condivisa). Il 27 ottobre 2025 si è tenuto un interessante webinar sul progetto Regioni 4.0 “Heart Team in Italia” dell’ANMCO. Il Vicepresidente Claudio Bilato, il Presidente Designato Federico Nardi, i Moderatori Massimo Milli, Fabiana Lucà e Giovanna Geraci sottolineano il ruolo ed il valore aggiunto derivante dall’apporto che ogni regione può fornire nell’ambito della delineazione di un progetto ANMCO nazionale circa l’Heart Team. “Fotografare” lo status quo attuale anche grazie al ruolo delle survey rende possibile promuovere il confronto, far emergere le criticità ed, in ultima analisi, unificare l’attività dell’Heart Team (HT) su “scala nazionale” in modo da migliorare ancora una volta le reti cardiologiche italiane in termini sia di trattamento delle principali cardiopatie oggetto di discussione in HT (coronaropatia/valvulopatie/endocarditi/scompenso cardiaco avanzato) sia delle cardiomiopatie rare/cardiopatie in gravidanza/cardiotossicità, ecc., anch’esse meritevoli di essere “trattate” in riunioni collegiali. Le ultime linee guida ESC(1) sottolineano e confermano questa necessità, partendo dalla standardizzazione dei requisiti minimi, portando qualità e medicina di precisione, per poi ulteriormente potenziare le specificità dei singoli casi e centri. Marco Vatrano, Presidente Regionale ANMCO Calabria, evidenzia che la recente Survey ANMCO sull’HT è stata accolta con partecipazione variabile dai colleghi cardiologi operanti in realtà eterogenee (Hub cardiochirurgico/Hub interventistico/Spoke). 

Mentre le figure cardine (cardiologo clinico, cardiochirurgo, cardiologo interventista) sono “lapalissiane”, non sempre, però, si coinvolgono professionisti altrettanto necessari, i.e. anestesista, internista o geriatra. È emersa la difficoltà logistica nell’organizzare gli incontri (in primis per “far combaciare” i turni per i vari colleghi da coinvolgere). Antonio Trivisonno, Presidente Regionale ANMCO Molise, pone in rilievo le peculiarità del Molise, piccola regione (300.000 abitanti): Campobasso Hub Interventistico; Termoli/Isernia hanno laboratorio di Emodinamica non h-24; la Cardiochirurgia è privata convenzionato. I risultati della survey mostrano che l’HT in Molise è “per singolo ospedale”, viene convocato ad hoc per singolo paziente, coinvolge il cardiologo clinico, l’interventista, il cardiochirurgo. Viene indetto nella maggior parte dei casi per le coronaropatie (dal 40 all’80% dei casi), valvulopatie (40%), scompenso cardiaco avanzato. Il centro non dispone di un registro documentato e formalizzato, né documentazione codificata. Si osservano criticità che riguardano l’organizzazione logistica e il “timing” del meeting, così come le mancate formalizzazione e codifica. Alcuni colleghi percepiscono talora che l’HT non fornisce un reale valore aggiunto e che mancano le competenze multidisciplinari. Alcuni colleghi non pensano che le modalità di organizzazione/gestione dell’HT si siano modificate negli anni, alla luce delle più recenti evidenze. Emilio Maria Pasanisi, Presidente Regionale ANMCO Toscana, (3.500.000 abitanti con tre aziende ospedaliere, i.e. Pisa, Siena, Firenze), individua alcuni punti salienti “positivi e virtuosi”: la Toscana si avvale di un sistema informatico unificato per area vasta e solo in un caso una piattaforma digitale unificata (per “coprire” le esigenze dei centri periferici). Il modello organizzativo utilizzato è secondo agenda periodica nel 75% dei casi. L’HT viene inoltre convocato anche in casi selezionati, quali, ad esempio, cardiotossicità e cardiomiopatia peripartum. Criticità importanti sono che la maggior parte dei colleghi che ha risposto alla survey è sostituita dai direttori di unità operativa e i dirigenti medici cardiologi (clinici/interventisti), mentre i cardiochirurghi hanno aderito raramente e che la maggior parte delle Emodinamiche non vanta un alto volume di PCI (primarie/elettive). 

La maggior parte delle risposte giunge, inoltre, dal centro Toscana, mentre poche risposte giungono dal Nord-Est. Le schede cliniche sono peraltro condivise in pochi casi. Altri due “punti” da migliorare sono in molti centri l’assenza di cardiochirurgia on-site e la mancata formalizzazione delle schede. Marco Borghesi, Presidente Regionale ANMCO Trentino-Alto Adige, sottolinea la specificità di una regione a statuto speciale e “perla” del turismo (la popolazione di 1.000.000 può aumentare sino a quadruplicare durante il periodo turistico). Le due Province sono autonome anche dal punto di vista delle politiche sanitarie e la HUB cardiochirurgica di riferimento di Bolzano è extraregione. Trento e Bolzano hanno lo stesso numero di cardiologie (Hub/Spoke) e sono “gemelle” anche dal punto di vista dei volumi procedurali. La cardiochirurgia della Provincia Autonoma di Trento è unica, con sede a Trento. Il 100% degli intervistati ha risposto alla survey, ma hanno risposto quasi esclusivamente cardiologi clinici. Modalità e frequenza di convocazione negli ospedali è nel 50% dei casi con agenda periodica (nei centri HUB su base settimanale, nei centri Spoke mensile), nel 50% dei casi con riunione ad hoc. Punto di grande valore è la presenza nella seduta di HT di un infermiere e case manager (stesura dei verbali). Emerge spesso purtroppo l’assenza degli anestesisti, cardiologi esperti di imaging, anche degli stessi cardiologi clinici. Viene sottolineata la necessità di avvalersi di figure professionali ad hoc, i.e. ginecologo (pazienti con cardiopatie), neurologo (cardiopatia e cerebropatia) e di coinvolgere i colleghi che operano presso la Medicina Interna. Giampaolo Pasquetto, Presidente Regionale ANMCO Veneto, riporta l’esperienza della grande rete Veneto TAVI. Nella maggior parte dei casi l’HT riguarda coronaropatie e valvulopatie (>TAVI). Viene considerato utile avvalersi di medico legale per moduli e consensi, nonché di case manager, nurse coordinator. Emerge l’importanza di convocare l’HT per casi off label, i tanti casi nei quali ci si “scosta” dalle linee guida. Dal punto di vista del coinvolgimento del paziente, il medico proponente comunica al paziente l’esito; si esegue un colloquio congiunto paziente-parenti-varie figure professionali coinvolte. 

Dal punto di vista dell’organizzazione interna viene redatto un verbale sia cartaceo sia online. Le aziende sanitarie devono poi produrre il documento annuale HT. I punti salienti sono: la presenza di problemi logistici e di mancata standardizzazione e tecnologizzazione del processo (serve estendere piattaforme online per condividere le immagini per l’imaging, l’angiografia, CT, ecc.); il ruolo fondante del cardiologo clinico e del medico curante del paziente, nonché dell’internista, del geriatra; la necessità di scale di valutazione ad hoc; il coinvolgimento attivo del paziente/parente. A conclusione dell’incontro, il Moderatore Massimo Milli sottolinea l’importanza in casi selezionati di organizzare percorsi “fast track”. Il Moderatore Claudio Bilato pone l’accento sulle esperienze delle singole regioni e la necessità di raggiungere degli standard minimi in tutte le regioni (minimo data-set; posizione condivisa). La Moderatrice Fabiana Lucà evidenzia come l’HT sia uno splendido esempio di “pilastro” di “medicina di precisione” e quanto ANMCO auspichi che ne migliori la tracciabilità decisionale. ♥

Bibliografia:
1. 2025 ESC/EACTS Guidelines for the management of valvular heart disease
| European Heart Journal | Oxford Academic

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