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Il numero si apre con l’editoriale di Giuseppe Di Tano, che propone una riflessione approfondita sul ruolo dei giovani medici nella cardiologia contemporanea. I giovani rappresentano una risorsa strategica per il futuro della disciplina, ma troppo spesso il loro entusiasmo e la loro disponibilità si traducono in un carico eccessivo di responsabilità e ore di straordinario. L’investimento sulle nuove generazioni non è soltanto formativo, ma culturale e organizzativo, ed è condizione indispensabile per garantire qualità e sostenibilità del sistema sanitario. Il contributo di Gianfranco Misuraca, dedicato al rapporto tra Intelligenza Artificiale ed empatia, affronta uno dei temi più attuali della medicina moderna. 

L’AI offre strumenti potenti per l’analisi dei dati e il supporto decisionale, ma non può sostituire la relazione medico-paziente. La sfida è integrare innovazione tecnologica e dimensione umana, mantenendo centrale l’ascolto e la personalizzazione della cura. Dal Direttivo, Ilaria Battistoni, Vered Gil Ad e Francesco Vigorito, a nome del Consiglio Direttivo ANMCO, propongono un nuovo paradigma di confronto multidisciplinare che valorizza l’Heart Team come modello organizzativo di riferimento. L’integrazione tra cardiologo clinico, imaging avanzato, cardiologia interventistica e cardiochirurgia rappresenta oggi lo standard per decisioni condivise e appropriate. Il nostro caro editor del GIC, Giuseppe Di Pasquale, presenta la nascita della Family GIC dei Casi Clinici, nuova sessione dedicata alla discussione strutturata di casi reali, strumento fondamentale per la crescita culturale e professionale. Il Centro Studi della Fondazione per il Tuo Cuore ci aggiorna sui principali studi clinici in corso, ribadendo il ruolo centrale della ricerca nella prevenzione e nella gestione delle patologie cardiovascolari. Ampio spazio è dedicato alle Aree ANMCO ed ai loro programmi del biennio che vi consigliamo di leggere con attenzione: sono molto stimolanti, ricchi di progetti innovativi che daranno un importante contributo alla nostra Società Scientifica. 

Dai Gruppi di Studio, quello della Responsabilità Professionale e Sicurezza delle Cure propone un contributo sulla prevenzione delle cadute ospedaliere come indicatore di qualità e apprendimento. Dalle Regioni emergono esperienze territoriali significative: la Regione Basilicata, con esco, affronta il tema dei fattori di rischio non modificabili; Piemonte e Valle d’Aosta, con Giorgio Quadri, Federico Nardi e Giuseppe Musumeci, presentano il progetto Clear Pathway per l’ottimizzazione della terapia ipolipemizzante. Il progetto “Regioni 4.0 – Heart Team Italia in Italia” viene illustrato da Francesca Simonelli e Marta Chiarandà ripercorrendo i webinar dedicati. Tra gli approfondimenti culturali e professionali vi consigliamo di leggere: l’intervista al Prof. Gregory Lip, figura di riferimento nella gestione della fibrillazione atriale, curata da Stefania Angela Di Fusco e l’intervista alla Dott.ssa Silvia Favilli a cura di Marianna Laurito. Interessante il progetto sulla organizzazione territoriale per la ottimizzazione della terapia della dislipidemia nel territorio proposto dall’ASST di Lecco a nome di Andrea Farina e Davide Restelli. Da non dimenticare il contributo “Sorridere di cuore” di Roberto Turato, Marco Stefanelli e Sandro Mazzola.
Chiude il numero l’approfondimento su Sindrome del QT lungo e idoneità sportiva di Patrizio Sarto, che offre una nuova prospettiva clinica e medico-legale.

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