Andrea Di Lenarda: la fotografia tra presente e… futuro

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Andrea Di Lenarda: la fotografia tra presente e… futuro

Le immagini di questo numero sono di Andrea Di Lenarda che non ha bisogno di presentazioni per i cardiologi italiani. È direttore del Centro Cardiovascolare di Trieste. È da anni impegnato nella nostra Associazione in ambito scientifico e organizzativo. È stato Presidente dell’ANMCO nel biennio 2016 – 2018. Le foto che ha inviato a corredo di questo articolo sono molto belle e riguardano Trieste, la sua città, e i tanti altri luoghi che ha avuto occasione di visitare per svago o per lavoro.

2012 Trieste, Ghiaccio
2019 Dubrovnik
2019 NewYork, Fumi

La caratteristica che emerge da queste foto è la capacità di isolare e fissare particolari che sanno rendere il significato dei contesti più ampi di cui fanno parte (paesaggi, marine, grandi città e piccoli borghi). Colpisce l’attenzione al “taglio” geometrico delle inquadrature che deriva, come dice l’autore, dalla sua passione per i numeri, ma rivela una formazione fotografica che sa utilizzare, nell’epoca digitale, i concetti della foto analogica e dell’uso di corredi ottici che vanno dal grandangolo al tele spinto. Come al solito chi cura questa rubrica, per motivi editoriali, ha dovuto fare delle scelte selezionando solo alcune delle immagini inviate. Le proponiamo ai nostri lettori con un breve testo di Andrea che spiega perché tra i tanti interessi della sua vita la fotografia occupa un posto importante.

2019 NewYork, Penn Station
2020 Ostuni, Sedie

“Sono solo un appassionato di foto, non ho alcuna competenza specifica, non sono nemmeno un grande esperto di Photoshop. Però fermare per sempre un attimo, una emozione, uno scorcio, una geometria, un colore, un’ombra, un contrasto un movimento mi è sempre sembrato qualcosa di straordinario. Ho cominciato cercando vecchie foto della mia città e con l’aiuto di uno dei più noti fotografi della storia di Trieste (Ugo Borsatti) e del Responsabile della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste (Claudia Colecchia) ho allestito una collezione di circa 50 foto storiche della città che, appese alle pareti dei corridoi del mio reparto, sono state apprezzate moltissimo dai pazienti in attesa della visita. Un anno fa, all’inizio di questa tremenda pandemia, dopo cena, ho cominciato a rovistare nei vari dischi esterni dove avevo salvato disordinatamente le circa 200.000 foto che ho scattato nella mia vita e a mettere ordine nel caos di stampe e diapositive conservate disordinatamente da me e dai miei genitori. Penso che per metterle in ordine ci vorrà qualche anno. Intanto ne ho selezionate alcune per “Cardiologia negli Ospedali”. Ho iniziato e usato per tanti anni la Minolta manuale XD7 e successivamente sono entrato nel digitale con una semplice Nikon Coolpix 885 per poi usare per diversi anni la Nikon D60. Da due anni sono passato ad una mirrorless, la Canon EOS R, straordinaria per portabilità e potenzialità, e con un buon corredo di ottiche, da 15 a 240 mm, mi diverto tantissimo. Da buon esperto di “numeri” cerco in fotografia le geometrie e le composizioni, sono attirato dai contrasti di luce, di colore, mi piace molto congelare movimenti (umani o materiali) che ad occhio nudo non apprezzi allo stesso modo (vedi le foto pubblicate dall’amico Cipriani nel numero 239 di “Cardiologia negli Ospedali”). Con questo lavoro di pochi minuti al giorno sto ricostruendo la memoria della vita della mia famiglia, dalla guerra ad oggi, dei miei compagni di gioventù, degli studi, del lavoro, dei viaggi, dei figli. Questa è per me la fotografia, la possibilità di fermare per sempre un attimo che poi spesso la memoria non trattiene, o perlomeno non mantiene così lucido nei particolari, nelle emozioni, negli sguardi, nelle luci e nei colori. Siccome la vita è spesso memoria, la fotografia è certamente una parte importante della mia vita.”

2020 Recanati
2020 Puglia
2017 Barcola

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