L’edizione della nostra rivista inizia come sempre con un prezioso editoriale del Direttore Giuseppe Di Tano, che propone una riflessione su tre recenti trial, il DTU Trial sull’Impella nello STEMI, il CHIP-BCIS3 nelle procedure ad alto rischio e il TAP-IT sulla toracentesi, come spunto metodologico per ricordare che nei trial interventistici un risultato negativo non equivale a inutilità clinica, ma richiede una più attenta identificazione dei contesti in cui l’intervento resta vantaggioso. La sfida è integrare evidence-based medicine e giudizio clinico, tema centrale del Congresso ANMCO 2026: “Trasformare le evidenze in decisioni”. In merito al 57° Congresso Nazionale ANMCO, la parola passa al Presidente ANMCO Massimo Grimaldi, che presenta i punti di forza di questa edizione. Di grande interesse anche l’articolo del Direttivo dedicato alla 5ª Conferenza del Club delle UTIC: il 27 e 28 febbraio 2026 a Firenze oltre 3.400 professionisti, il 70% under 40, hanno partecipato a simulazioni pratiche, Best Practice UTIC e simposi sul paziente critico e sullo shock cardiogeno. È stato ribadito il modello in rete per il trasferimento precoce verso il setting più idoneo e premiati i migliori giovani con l’UTIC Next Award.
La prossima edizione si terrà il 12 e 13 febbraio 2027. Dalla Fondazione per il Tuo Cuore, il Presidente Domenico Gabrielli illustra le attività in corso: il progetto Cuore e Droghe nelle scuole, formalizzato con il MIM, la ripartenza del Truck Tour e la realizzazione della Convention NEXT-GEN 2026. La ventesima edizione di Cardiologie Aperte ha coinvolto 151 strutture con oltre 2 milioni di visualizzazioni social. Sono inoltre in corso interlocuzioni con la Marina Militare e con una primaria assicurazione RCP per la realizzazione di un cruscotto dedicato al contenzioso medico-legale. Vi segnaliamo anche l’interessante articolo di De Luca e della nostra Targa d’Oro ANMCO Pasquale Caldarola, che introducono il Trofeo Buonamico: nato dalla memoria di un giovane baskettista scomparso per arresto cardiaco, il torneo utilizza lo sport come strumento di educazione cardiovascolare. La terza edizione si è svolta l’8 febbraio 2026 ed è stato presentato il progetto “Puglia Cardioprotetta” per diffondere DAE e formazione RCP nelle scuole. Non potevano mancare gli aggiornamenti del Centro Studi, con un ampio portafoglio di trial attivi. Focus su EASi-KIDNEY, trial randomizzato in doppio cieco su 11.000 pazienti con malattia renale cronica, coordinato dall’Università di Oxford: l’Italia partecipa con 30 centri e 351 pazienti randomizzati su un target di 750. Le Aree informano sulle loro attività. La CardioImaging affronta il tema dell’intelligenza artificiale, che automatizza la segmentazione ecocardiografica, quantifica le placche alla TC e identifica le cicatrici alla RMN senza contrasto, con modelli multimodali che raggiungono un’AUC di 0,86. Restano aperte le sfide della generalizzabilità e dell’automation bias: il futuro è quello dello specialista “aumentato”. La Cardiologia di Genere presenta il progetto JACARDI, Joint Action europea in 18 Paesi, che ha coinvolto in Italia 188 donne in un percorso partecipativo su prevenzione cardiovascolare e stili di vita, valorizzando comunicazione dialogica e medicina di prossimità per ridurre le disuguaglianze di accesso.
La CardiOncologia propone un confronto tra il Pascale di Napoli e gli Ospedali Riuniti di Ancona, sottolineando il ruolo centrale dei PDTA, ancora disomogenei sul territorio, e la necessità di un’integrazione strutturata tra cardiologo e oncologo nella gestione della cardiotossicità da chemioterapia. L’Area Cardiorenale e Metabolica presenta CaReMe 3.0, con tre priorità operative: UACR ed eGFR slope nella routine clinica, fenotipizzazione corporea oltre il BMI e capacità funzionale come quinto segno vitale. Cuore del programma sarà la ANMCO CKM Academy, con eventi tra settembre 2026 e marzo 2027. L’Area Intelligenza Artificiale in Cardiologia affronta il tema dei dati provenienti dai wearable, custoditi in silos privati e a rischio di trasformarsi in strumenti di potere oligarchico. Il modello auspicato è un ecosistema pubblico e protetto al servizio del bene comune: i cardiologi devono essere custodi anche della salute digitale dei pazienti. Le Malattie del Circolo Polmonare aggiornano sul tromboembolismo in attesa delle nuove Linee Guida ESC, sulla formazione multidisciplinare sull’ipertensione arteriosa polmonare con il primo Master Universitario in collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e sulla riscoperta del cateterismo cardiaco destro. Come sempre, anche le Regioni informano sulle loro attività. La Basilicata affronta il tema dell’intelligenza artificiale in medicina, da governare con regole condivise, e quello della comunicazione medico-paziente: richiamando Mehrabian, le parole incidono solo per il 7% e il contatto diretto resta insostituibile. Si chiede inoltre di portare il finanziamento sanitario al 7% del PIL. Piemonte e Valle d’Aosta riportano un’esperienza su 760 pazienti con sindrome coronarica acuta, con triplice terapia ipolipemizzante nel 30% dei casi: a 6 mesi il C-LDL si è ridotto del 68%, con il 93% dei pazienti sotto i 55 mg/dl; a 12 mesi il 90% era ancora a target. L’approccio “strike early and strong” è stato ulteriormente potenziato con l’acido bempedoico nel progetto Clear Pathway. Molto rilevante anche il webinar sullo shock cardiogeno, che ha evidenziato l’assenza di una rete formalizzata in Italia, con mortalità al 50% e pazienti spesso ricoverati in rianimazione anziché in UTIC. Dieci regioni a confronto in due sessioni hanno confermato le stesse criticità. Il Congresso ANMCO 2026 dedicherà allo shock cardiogeno una Main Session. Urgenti risultano la standardizzazione dei percorsi e la formazione dei cardiologi intensivisti, sul modello della già collaudata rete STEMI. Per Cardiologia e Sport, Patrizio Sarto affronta il tema della cardiomiopatia aritmogena, con una prevalenza di 1:2.000 e tra le principali cause di arresto cardiaco negli atleti per la sua natura silenziosa.
L’autore propone quattro mosse diagnostiche: sfruttare lo screening sportivo obbligatorio, analizzare l’ECG nel tempo più che il singolo tracciato, estendere lo screening ai familiari data la trasmissione autosomica dominante e valutare le aritmie in relazione allo sforzo privilegiando complessità e contesto. Il modello italiano di screening sportivo merita di essere difeso e applicato con rigore. Chiude il numero la rubrica AmyNews, in cui Cristina Chimenti illustra due studi del National Amyloidosis Center di Londra sul ruolo dell’imaging nel monitoraggio dell’ATTR-CM. La scintigrafia con 99mTc-DPD, fondamentale nella diagnosi, non si conferma un affidabile marker di risposta terapeutica, poiché le variazioni di uptake non correlano con i biomarcatori clinici. La risonanza magnetica cardiaca con mapping del volume extracellulare (ECV) si conferma invece lo strumento più affidabile, capace di predire la mortalità in modo indipendente e identificare l’infiltrazione miocardica anche quando biomarcatori ed ecocardiografia indicano basso rischio. ♥

