Nel mondo dei social post contenenti immagini garantiscono un aumento di visibilità di oltre il 200%. Articoli scientifici con un visual la incrementano fino ad otto volte. Più susciti attenzione visiva al tuo messaggio o al tuo paper, più avrai possibilità di essere visto, anche al di là del contenuto. Da quando Valentin Fuster, Editor del JACC nel 2014, ebbe l’illuminante intuizione di introdurre una illustrazione centrale da aggiungere sistematicamente negli articoli pubblicati, in modo da renderli più accessibili e immediati, facilitando la rapida comprensione dei messaggi chiave e adattare la comunicazione scientifica alle più moderne modalità comunicative, i Graphical Abstract hanno avuto un impatto enorme nell’editoria scientifica.
Riassunto visivo e conciso dello studio, sono oramai divenuti parte integrante degli articoli in tutte le riviste più importanti, tanto che alcune tra le più prestigiose, per ottimizzarne la qualità, hanno creato al loro interno uno specifico team di professionisti, esperti di comunicazione, grafici, medical illustrator appositamente dedicati che ne curano i dettagli, anche impensabili, come ad esempio evitare alcuni colori (rosso e blù) che combinati possono “stancare” la vista e rendere il design meno chiaro ed apprezzato. In tempi di overload informativo, attenzione ridotta e ansia di brevità, il dubbio che inizia a materializzarsi è se un Graphical Abstract tecnicamente ineccepibile, oltre a potenzialmente nascondere una non elevata qualità dell’articolo, possa indirettamente indurre a sorvolare sulla lettura dello stesso, in quanto ci si accontenta delle sole conclusioni viste, con il rischio di sintetizzare e banalizzare il messaggio scientifico. In pratica come leggere solo la quarta di copertina di un libro. Del resto per la sua strutturazione, il Graphical Abstract si limita solitamente a riportare il principale risultato, spesso positivo, attenuando i risultati nulli o negativi, i bias e limiti, omessi per spazio o perché non “funzionano” visivamente in quanto l’obiettivo è attirare, non complicare. In alcuni casi nonostante il loro elevato impatto, non vengono sottoposti allo stesso livello di peer review del testo dell’articolo, e studi di limitate dimensioni o criticabili metodologicamente vengono rappresentati come se avessero una importante ricaduta clinica. In pratica si rischia la sindrome del “seductive details”, in cui gli effetti di dettagli seducenti distraggono, generano un carico cognitivo inutile e limitano la memorizzazione dei contenuti. Per molti il Graphical Abstract può diventare l’unico elemento visto/ letto di un intero articolo scientifico, inducendoli a considerarlo la più “comoda”, in quanto immediata e semplice, fonte di aggiornamento.
Non è soltanto l’esempio di una efficace innovazione che, se distorta, rischia di rivelarsi discutibile rispetto alle migliori intenzioni, ma una dimostrazione di quanto sia complesso conciliare l’evidenza che si legge sempre meno, la necessità di raggiungere il più vasto numero di lettori con sempre meno tempo disponibile, con la corretta fruizione delle informazioni scientifiche.♥

