UACR, composizione corporea e capacità funzionale entrano nella routine del cardiologo
Dal biennio precedente a CaReMe 3.0
Si apre il terzo biennio dell’Area Cardiorenale e Metabolica (CaReMe) ANMCO, una delle aree più giovani ma a più rapida crescita per trasversalità e impatto clinico. Nel mandato uscente, guidato da Massimo Iacoviello, l’Area ha contribuito a consolidare un linguaggio comune sulla protezione cardiovascolare, renale e metabolica, chiarendo il ruolo delle principali terapie “cardio-nefro-protettive” nel paziente ad alto rischio (inibitori SGLT2, agonisti del recettore GLP-1 e antagonisti dei mineralcorticoidi non-steroidei). Le attività divulgative si sono articolate in tre format complementari: brevi pillole video “6-Minute CaReMe”, rassegne sul Giornale Italiano di Cardiologia e due webinar dedicati a capacità funzionale e nutrizione nel paziente complesso.
Tre priorità misurabili per la pratica clinica
Con CaReMe 3.0, il focus si sposta dal “sapere” al “fare”: rendere il cardiometabolic mindset pratico, misurabile e trasferibile nei contesti di reparto e ambulatorio. Il punto di partenza è semplice: molti pazienti hanno un rischio “silenzioso” che non emerge se ci fermiamo a creatinina e BMI. Per questo proponiamo tre priorità operative, pensate per entrare nella routine clinica senza appesantirla. 1) Segni vitali renali. Oltre alla creatinina, inserire in modo sistematico il rapporto albuminacreatinina nelle urine (UACR) e l’andamento dell’eGFR nel tempo (eGFR slope) come indicatori prognostici e come segnali per intensificare la terapia. 2) Oltre il BMI. Passare dalla “taglia” al fenotipo: distinguere obesità, sarcopenia e obesità sarcopenica con strumenti riproducibili e a bassa soglia di adozione (bioimpedenziometria – BIA e analisi vettoriale – BIVA). 3) Capacità funzionale come quinto segno vitale. Integrare il test del cammino di 6 minuti (6MWT) e, quando indicato, il test cardiopolmonare (CPET) nel follow-up: pochi numeri, ma ad alto valore prognostico e di guida per terapia e counseling.
Il cuore del programma: ANMCO CKM Academy
Il cuore del biennio è la ANMCO CKM Academy, un ecosistema formativo che unisce teoria, pratica e nuove tecnologie con l’obiettivo di “portare in corsia” decisioni coerenti e misurabili lungo tutto il continuum CKM (cardiovascularkidney-metabolic). Nel 2026 la Academy prevede un evento residenziale a Roma (settembre) con due moduli sequenziali: il Modulo 1, “Core Curriculum”, è dedicato a definizioni e staging CKM (0-4) ed ai pilastri farmacologici. Il Modulo 2, “Advanced Skills”, si focalizzerà su Rene ed obesità: interpretazione di UACR/eGFR slope, uso di finerenone e gestione dell’iperkaliemia, algoritmi KDIGO semplificati, e approccio “beyond BMI” con BIA/ BIVA. Chiuderà una sessione interattiva “Battle of Specialists” su casi real-life (HFpEF, CKD, obesità) con nefrologo e diabetologo. Il percorso proseguirà con il modulo 3 (Masterclass) (ottobre e novembre 2026) focalizzato su digital health (“The CKM Clinic 2.0”) e su diagnostica di precisione con l’integrazione tra CPET e spettroscopia nel vicino infrarosso (NIRS). Nel marzo 2027 è previsto il bootcamp pratico “Physio-Metabolic Lab”: due giornate hands-on interamente dedicate a test cardiopolmonare, bioimpedenzometria e NIRS con l’obiettivo di mettere in pratica e portare in corsia questi strumenti ancora poco utilizzati e conosciuti dalla comunità cardiologica.
Ricerca integrata e contenuti continuativi
Alla formazione si affiancano progetti di ricerca multicentrici. Il Registro “CKM-Italia” mira a mappare l’adozione del “cardiometabolic mindset” e a monitorare outcome renali e funzionali. Il programma “SOCK-KID” parte da un razionale clinico frequente: nell’obesità sarcopenica la creatinina può sottostimare il rischio. L’obiettivo è integrare dati di composizione corporea (BIA/BIVA) con creatinina e cistatina C per una stima della funzione renale più aderente al fenotipo muscolare. Infine, CaReMe 3.0 investirà in una disseminazione continuativa: rassegne tematiche nella serie “Cardiometabolic Mindset in Practice” e brevi video-trailer (circa 6 minuti) su YouTube per presentare i moduli della CKM Academy e i relativi takehome pratici, in sinergia con i webinar annuali. Data la natura trasversale delle tematiche, la collaborazione con le Aree ANMCO affini (Scompenso, Prevenzione, Cronicità, Imaging, Intelligenza Artificiale) e con le discipline partner (nefrologia e diabetologia) sarà un elemento chiave.
Le rassegne “Cardiometabolic Mindset in Practice”
Nel biennio avvieremo una serie di mini-review orientate alla pratica, con checklist e algoritmi essenziali per l’attività di reparto e ambulatorio.
- Percorso cardio-nefro-metabolico (CKM) in cardiologia: dal concetto di CKM health al percorso clinico (staging 0-4, MASLD, punti di ingresso, follow-up e trigger di intensificazione).
- Oltre il BMI: composizione corporea e capacità funzionale nello scompenso cardiaco.
- Capacità funzionale e rischio CKM: perchè 6MWT/CPET sono il “quinto segno vitale” (algoritmi clinici if-then e trigger terapeutici).
- GLP-1 RA nella pratica clinica: guida fenotipica e gestionale (effetti gastrointestinali, interazioni e flussi decisionali).
- NIRS in cardiologia: dalla fisiologia alla pratica clinica (integrazione con CPET, riabilitazione/allenamento, terapia intensiva e cardiochirurgia).
- Digital CKM in cardiologia: telemonitoraggio, Intelligenza Artificiale e digital twins al servizio del percorso cardio-nefro-metabolico.
In conclusione, il terzo biennio conferma la missione della protezione del paziente cardiorenale-metabolico, ma la rende più misurabile e “vicina” alla pratica: non solo terapia, ma anche marker precoci, fenotipizzazione e valutazione funzionale. L’obiettivo è costruire una community di cardiologi CKM-ready, con strumenti condivisi, ricerca integrata e un percorso formativo certificante..♥

