Il 16 marzo si è tenuto un altro Webinar del progetto Percorso gestionale dello Shock Cardiogeno by Club delle UTIC & Regioni 4.0 ANMCO, proseguendo quindi la disamina dei risultati della omologa Survey in altre Regioni. I Moderatori sono stati i Dottori Massimo Milli, Serafina Valente, Giovanna Geraci e Fabiana Lucà. Il Dott. Marco Vatrano, Presidente Regionale ANMCO Calabria, ha presentato i risultati della Survey relativamente alla propria regione: non c’è un centro di riferimento riconosciuto per lo shock cardiogeno. I percorsi gestionali vengono condivisi all’interno dell’ospedale e tra hub e spoke, ma non sono formalizzati. La definizione di non è univoca. L’eziologia è prevalentemente SCA – relata. I tempi di trasferimento sono sovrapponibili a quelli nazionali. Il trasferimento avviene prevalentemente in rianimazione. La Dott.ssa Francesca Lanni, Consigliera ANMCO Campania, espone le evidenze regionali: sono stati delineati centri di riferimento, ma i percorsi non sono chiaramente ufficializzati. La classificazione SCAI di shock cardiogeno è la più comunemente impiegata. La natura dello shock cardiogeno è in primis da riferirsi a causa ischemica, in secundis a recrudescenza di scompenso cardiaco. I tempi di trasferimento sono in genere compresi tra 60 e 120 minuti. I pazienti vengono gestiti prevalentemente in rianimazione/ cardiorianimazione (meno in UTIC perché intubati).
La Dott. ssa Annamaria Iorio, Presidente Regionale ANMCO Lombardia, ha parlato dei dati regionali. Molti centri di riferimento non risultano definiti e molti percorsi non sono strutturati. La definizione SCAI è la più usata. L’eziologia ischemica è la più frequente. Nella maggior parte dei casi il tempo di trasferimento è entro 60 minuti e, nei restanti casi, entro 120. Anche in questo caso, i pazienti sono più frequentemente ricoverati in rianimazione/cardiorianimazione. Quasi la totalità delle UTIC utilizza ventilazione non invasiva, Impella, IABP, CRRT, confermando un dato nazionale. Le procedure più spesso eseguite sono la coronarografia e a seguire l’impianto di dispositivi di assistenza al circolo, anche questo a conferma di tendenze nazionali. Il Dott. Gianluca Zingarini, Presidente Regioanle ANMCO Umbria, segnala che non è stato individuato un centro di riferimento. La classificazione SCAI risulta la più utilizzata. L’infarto miocardico acuto rappresenta la prima causa di shock cardiogeno. Il tempo di trasferimento rientra mediamente nei 60 minuti, a volte entro 120. A differenza che nelle altre Regioni i pazienti non vengono trasferiti in rianimazione generale, bensì in cardiorianimazione/UTIC. La Dott.ssa Maria Maddalena De Francesco, Presidente Regionale ANMCO Basilicata, ha evidenziato che, de facto, il centro di riferimento è il San Carlo di Potenza (l’unico centro con Cardiochirurgia), tramite percorsi non sistematici, ma “interni”. La definizione è nel 50% dei casi clinica, nel 50% dei casi SCAI. La genesi appare primariamente ischemica. Anche in questo caso, i pazienti sono più assiduamente trasferiti presso la rianimazione/cardiorianimazione.
La terapia è in linea con gli altri centri: noradrenalina e levosimendan sono i farmaci specifici più comunemente impiegati. A conclusione, Il Dott. Massimo Milli, ha fatto notare come la Survey mostri omogeneità tra le Regioni, pur con i dovuti distinguo. Il Dott. Fabrizio Oliva, Past President ANMCO, ha confessato una certa delusione, soprattutto per l’assenza di percorsi condivisi e, in molti casi, l’affidamento della gestione dello shock cardiogeno non all’UTIC, ma alla rianimazione generale. Anche per implementare e colmare tali carenze, spesso anche segnale di un vuoto istituzionale, al prossimo Congresso Nazionale ANMCO allo shock cardiogeno sarà dato ampio spazio e dedicata una “Main Session”. La Dott. ssa Serafina Valente ha sottolineato come sia importante standardizzare i percorsi e adeguare la gestione dello shock cardiogeno in Italia a quella di altri paesi, come gli USA. Per ottenere ciò, è fondamentale che i cardiologi si interfaccino con i decisori che a volte si rivelano, fortunatamente, illuminati, come nel caso del progetto della Regione Umbria sullo shock cardiogeno. ♥

