Questa edizione della rivista viene introdotta dal consueto Editoriale, che invita a riflettere sull’impatto dei fattori ambientali sulla salute cardiovascolare: inquinamento, incendi e ondate di calore sono già attuali fattori di rischio, non scenari futuri. Il cardiologo dovrà considerarli come fattori classici, chiedendo al paziente «dove vive e che lavoro fa». L’articolo cita tra l’altro la presa di posizione della ESC e delle linee guida di cardioriabilitazione. Di interessante lettura è l’articolo sulla Cardioncologia oltre la tossicità (Aschieri, Tedeschi); poiché cancro e malattie cardiovascolari condividono gli stessi fattori di rischio, è fondamentale valutare sia il profilo di rischio intrinseco del paziente sia la potenziale cardiotossicità della terapia oncologica. Il follow-up a lungo termine, anche a 5-10 anni dalle cure, è la fase più trascurata. Serve una rete hub-spoke con formazione diffusa e un «passaporto cardiooncologico». Di notevole interesse l’intervista della Dott.ssa Stefania Angela Di Fusco a Furio Colivicchi, di recente nominato nuovo Presidente di HCF Fondazione ANMCO per il Tuo cuore ETS. Facciamo i nostri migliori auguri al Professor Colivicchi, la cui nomina è stata accolta con grande entusiasmo: siamo certi che, grazie alla sua naturale propensione all’innovazione, saprà guidare la Fondazione verso nuovi successi. Con l’occasione, desideriamo complimentarci con Domenico Gabrielli, Presidente uscente di HCF Fondazione ANMCO per il Tuo cuore ETS, per il costante impegno e le numerose iniziative di rilievo nazionale promosse durante il suo mandato. Sempre al Prof. Furio Colivicchi va il nostro ringraziamento per essere stato uno dei promotori dell’Eurospire VI e nell’intervista vengono sintetizzati in modo eccellente gli obiettivi e i risultati dello studio. Molto interessanti gli aggiornamenti sugli Studi BRING-UP Prevenzione e Scompenso che sono stati presentati con interventi educazionali che hanno migliorato la pratica clinica. Nello scompenso a frazione ridotta i «quattro pilastri» sono passati dal 40,5% al 67,6% dei pazienti. Premiati i centri top recruiter e annunciati nuovi studi (BLITZValve, JUSTONE-CCM, BLITZ-SHOCK). La sezione dedicate alle Aree ANMCO è stracolma di iniziative, la CardioChirurgia evidenzia come l’endocardite infettiva sia in aumento, con mortalità intraospedaliera del 15- 25% e a un anno fino al 30-40%.
Contano diagnosi precoce con imaging multimodale, chirurgia non rimandata e gestione da parte di un Endocarditis Team multidisciplinare.
La CardioGeriatria si sofferma sulla fibrillazione atriale nell’anziano in cui la presentazione è spesso atipica e la gestione complicata da fragilità, cadute e polifarmacoterapia. L’età non controindica l’anticoagulazione, e la strategia va individualizzata (spesso controllo della frequenza). Serve un follow-up più stretto e attento ai caregiver. Il Webinar «Le aree grigie dello scompenso» a cura delle Aree (CardioGeriatria, Cardiologia di Genere e Scompenso Cardiaco) ha suscitato grande interesse. Donne, anziani fragili e pazienti con insufficienza renale o pluricomorbidi sono sottorappresentati nei grandi trial. Il Webinar, che si è svolto il 3 giugno 2026 (circa 80 partecipanti), era volto a definire i percorsi personalizzati per le terapie.
L’obiettivo è una medicina di precisione che tenga conto di sesso, fenotipo e fragilità. La Cardiologia di Genere introduce il concetto del sesso e genere nella ricerca, mentre la CardiOncologia riporta il resoconto del Simposio Internazionale al Congresso ANMCO di Rimini, con esperti europei. Ogni intervento ha rielaborato un film di Fellini per parlare di cardioncologia, mescolando scienza, ironia e clinica.
L’Area CardioRenale e Metabolica si sofferma sul MASLD e rischio cardiovascolare. La steatosi epatica non è un reperto accessorio ma un marker di disfunzione cardiometabolica. Il cardiologo non deve fare l’epatologo, ma riconoscere il segnale per intervenire prima dell’evento cardiovascolare. Per quanto riguarda l’Area Cronicità Cardiologica, l’attenzione si è concentrata sul monitoraggio remoto.
Il modello assistenziale tradizionale, infatti, non consente più di seguire l’intera totalità dei pazienti cronici. Il monitoraggio a distanza si rivela efficace solo se si stabilisce con chiarezza chi monitorare, chi debba gestire gli alert e a chi spetti la decisione clinica. A fare la differenza non è la quantità dei dati raccolti, bensì la qualità del loro utilizzo nei processi decisionali. L’articolo dell’Area Giovani sottolinea l’importanza del caldo estremo in relazione al rischio cardiovascolare. In Italia il caldo estremo pesa sempre di più, con il più alto numero di decessi in Europa nell’estate 2022 (18.010). Il cardiologo deve considerare temperatura e ambiente tra i fattori destabilizzanti e integrare la prevenzione stagionale nel follow-up.
Merita attenzione anche l’articolo della neonata Area Intelligenza Artificiale sul tema del «cardiologo aumentato». L’IA è già una realtà nella nostra pratica quotidiana, ma va considerata come un copilota di supporto, mai come il decisore ultimo. Qualsiasi risultato generato dai sistemi artificiali deve essere verificato con senso critico: la responsabilità clinica non si delega e resta interamente in capo al medico.
Infine, l’Area Malattie del Circolo Polmonare sottolinea la centralità delle vaccinazioni nella gestione dell’ipertensione polmonare e dell’embolia. Nei pazienti affetti da queste patologie, infatti, le infezioni respiratorie possono scatenare uno scompenso cardiaco destro. Le vaccinazioni rappresentano quindi una vera e propria terapia preventiva, da inserire sistematicamente nel percorso di follow-up in stretta collaborazione con il medico di medicina generale. Nella sezione riservata alle Regioni ANMCO, la Basilicata presenta il corso di alta formazione CardioLex (Matera, 3-4 luglio 2026), incentrato sul legame tra evidenza scientifica, appropriatezza e responsabilità professionale. Il dibattito avviato durante l’incontro proseguirà successivamente online, con webinar di approfondimento dedicati alle «zone grigie» decisionali.
La Sezione Regionale Piemonte e Valle d’Aosta accende i riflettori sulla gestione del paziente obeso ad alto rischio cardiovascolare. Un’analisi condotta sui pazienti sottoposti ad angioplastica presso l’Ospedale Mauriziano di Torino ha rivelato che l’11,9% del campione (pari a 288 soggetti) presentava un quadro di obesità. Lo studio ha inoltre evidenziato come le terapie ipolipemizzanti fossero ancora poco intensive: basti pensare che solo due pazienti risultavano in trattamento con i PCSK9 inibitori. Proprio per colmare questo divario assistenziale, è stato attivato un apposito PDTA (Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale). Il protocollo guida i pazienti verso un percorso mirato di calo ponderale, sviluppato in condivisione con l’équipe di Nutrizione Clinica. La Sezione Regionale Veneto affronta il delicato tema dell’infarto miocardico nell’atleta Master. Per chi si identifica profondamente con lo sport, l’evento acuto rappresenta una vera e propria «frattura psicologica», a cui si aggiunge il pesante impatto emotivo legato al giudizio di non idoneità agonistica. In questo scenario, diventa fondamentale offrire un counseling attento e strutturare un percorso integrato di cardiologia clinica e riabilitativa, capace di supportare l’atleta e trasformare l’evento critico in una nuova opportunità di salute e benessere. La sessione dedicata ai Forum si conferma, come sempre, ricca di spunti stimolanti. In questo numero, il Professor Ciro Indolfi propone importanti riflessioni sull’intelligenza artificiale, paragonandone l’impatto storico a quello dello stetoscopio e dell’ecocardiografia. L’IA è in grado di azzerare le distanze tra i professionisti, trasferendo le competenze tipiche di un grande centro di eccellenza anche nei piccoli ospedali o nelle zone più isolate. L’obiettivo non è sostituire il cardiologo, ma affiancarlo offrendogli in tempo reale tutto il bagaglio di conoscenze scientifiche disponibili.
Patrizio Sarto come sempre propone delle attente riflessioni sulla cardiologia e lo sport: «Se l’esercizio è un farmaco, qual è la dose giusta?».
Partendo da un libro di Erri De Luca sulla morte di un amico alpinista, l’autore riflette su morte improvvisa e prevenzione. Non basta dire di muoversi di più: l’esercizio va prescritto come un farmaco, alla persona giusta e nella dose giusta, con attenzione all’intensità, soprattutto nel cardiopatico.
AmyNews curata dalla Professoressa Cristina Chimenti introduce le novità dell’amiloidosi da transtiretina all’ESC 2026. HELIOS-B conferma il beneficio di vutrisiran su mortalità, eventi e capacità funzionale. CARDIO- TTRansform, invece, non ha raggiunto l’endpoint primario con eplontersen (1.432 pazienti). Spazio anche a IA e imaging PET per la diagnosi precoce e alle nuove linee guida ESC sullo scompenso. Siamo, infine, davvero onorati di ospitare su “Cardiologia negli Ospedali” l’articolo “Notes From the Far End of the Stethoscope”, apparso su JAMA Cardiology, appositamente rivisto in esclusiva per noi per mano della stessa autrice, Archana Maniar. A lei va il nostro sentito ringraziamento per aver voluto condividere la sua esperienza clinica anche con la comunità dei cardiologi italiani.♥

