Il Maestro che abitava il futuro

HomeGian Franco Gensini - un vero grande “amico” dell’ANMCO

Il Maestro che abitava il futuro

Le idee non muoiono: continuiamo a progettare il futuro della cardiologia con il Professor Gian Franco Gensini

La scomparsa del Professor Gian Franco Gensini il 29 aprile scorso, ha suscitato moltissimi ricordi istituzionali e scientifici; tutti hanno sottolineato la sua grande capacità di guardare avanti, di progettare il futuro e di trasformare le idee in realtà. Una delle frasi che più lo rappresentano è proprio “The best way to predict the future is to create it” ed è questo che lui, con il suo esempio, invitava a mettere in pratica.

Il Maestro che abitava il futuro
Lavorare con Gian Franco Gensini significava essere continuamente proiettati in avanti, quando ancora si parlava poco di digitalizzazione, telemedicina e intelligenza artificiale, lui ne intuiva già il potenziale per migliorare l’organizzazione sanitaria e migliorare le cure; nel 2007 fonda e presiede la SIT (Società Italiana di Telemedicina e Sanità Elettronica). Per lui la telemedicina non era semplicemente l’impiego di nuove tecnologie ma una diversa concezione della cura: una medicina capace di superare le distanze, di rendere più equo l’accesso alle competenze e di costruire reti di assistenza più vicine alle persone. Negli anni continuò a seguire la crescita della SIT convinto che fosse una componente essenziale delle strategie nazionali per la sanità digitale. La fondazione della SIMMED (Società Italiana di Simulazione in Medicina) nel 2010 è un’altra testimonianza della straordinaria capacità del Maestro di anticipare i tempi, intuì il valore strategico della simulazione per la formazione dei professionisti della salute. Per il Professor Gian Franco Gensini, la simulazione non era semplicemente una nuova tecnologia educativa ma una vera rivoluzione culturale, una nuova concezione dell’insegnamento medico, fondata sul principio che il medico debba poter imparare, esercitarsi e sbagliare in un ambiente protetto prima di trasferire le proprie competenze sul paziente.

La RETE: un modo di pensare la medicina moderna
Molto prima che il termine “network” diventasse patrimonio comune dell’organizzazione sanitaria, il Professor Gian Franco Gensini aveva compreso che la crescente complessità della medicina non poteva più essere affrontata dai singoli professionisti o da singole istituzioni. Le competenze dovevano essere connesse, i percorsi condivisi, le decisioni costruite in maniera multidisciplinare per offrire ai pazienti la migliore cura attraverso percorsi integrati e coordinati. Questa visione lo spinse alla realizzazione del progetto SPREAD (Stroke Prevention and Educational Awareness Diffusion) di cui fu ideatore e instancabile coordinatore per quasi venti anni. Le linee guida italiane per l’ictus rappresentano un’esperienza pionieristica, capace di riunire numerose società scientifiche intorno all’obiettivo comune di costruire un modello condiviso per la prevenzione e cura dell’ictus basato sulle migliori evidenze scientifiche. In SPREAD era già presente la sua idea di medicina moderna: interdisciplinare e organizzata in RETE. È indiscutibile che il Professor Gian Franco Gensini sia stato uno dei principali artefici della cultura delle reti cliniche nel nostro paese.

Ricerca, Innovazione e Umanità
Per il Professor Gian Franco Gensini la ricerca non era mai un esercizio accademico fine a sé stesso. Ogni nuova conoscenza doveva tradursi in un miglioramento della cura, in una maggiore sicurezza per il paziente. Questa capacità di tenere insieme il laboratorio, il letto del malato e l’organizzazione dei sistemi sanitari rappresenta uno degli aspetti più “elevati” della sua figura: scienziato rigoroso, innovatore instancabile ma al tempo stesso medico profondamente attento alle persone “malate”. Non è forse un caso che abbia dedicato gli ultimi anni della sua vita ad implementare il paradigma One Health. In esso sembra di trovare e ricomporre tutti i fili del suo percorso umano e scientifico: centralità della persona, visione sistemica, valore delle connessioni tra le discipline, professioni, saperi, la consapevolezza che la salute non può essere considerata come la semplice assenza di malattia, ma come il risultato di un equilibrio tra uomo, società, ambiente. In conclusione, ci sono maestri che ci lasciano un ricordo e maestri che ci lasciano un compito. Il Professor Gian Franco Gensini appartiene alla seconda categoria. Per questo è impossibile scrivere di lui al passato: ogni volta che riflettiamo ad una medicina più giusta, più integrata, più attenta alla persona e alla formazione delle generazioni future del personale sanitario continuiamo a dialogare con lui e a progettare insieme il futuro.

Il Prof. Gian Franco Gensini riceve la Targa d’oro ANMCO in occasione del Congresso Nazionale ANMCO 2023

Autore