Area Cronicità Cardiologica: mission “Cuore e Droghe”
Un percorso innovativo, strutturato, di collaborazione tra Cardiologia e Dipendenze Patologiche per la prevenzione, gestione e riabilitazione delle cardiopatie nei soggetti con storia di uso di sostanze
La gestione clinico-terapeutica e preventiva delle cardiopatie nei soggetti consumatori di sostanze stupefacenti (“assuntori”), in particolare in presenza di uno stato di dipendenza patologica o nei casi in cui sia posta una diagnosi eziologica di cardiopatia da droga, presenta sfide specifiche e richiede un approccio di precisione. Essa deve considerare che
1. gli assuntori presentano un rischio cardiovascolare (CV) globale aumentato, legato sia agli effetti diretti delle sostanze sia alla presenza di fattori di rischio aggiuntivi connessi alla dipendenza.
2. è elevata l’incidenza di danno d’organo asintomatico nei consumatori cronici.
3. il rischio di progressione o recidiva di cardiopatia è molto alto nei soggetti che continuano l’assunzione, mentre la cessazione rappresenta la più efficace strategia terapeutico-preventiva, potenzialmente in grado di determinare la guarigione.
4. sussistono interazioni farmacologiche potenzialmente pericolose tra farmaci cardioattivi e sostanze d’abuso.
5. i farmaci psicoattivi impiegati nel trattamento delle dipendenze possono richiedere un costante monitoraggio cardiologico.
6. scarsa percezione del rischio, bassa aderenza terapeutica, multiproblematicità clinico-sociale e difficoltà di accesso ai servizi specialistici rendono spesso inefficaci interventi frammentati.
La substance use history per valutare il rischio CV globale e la probabilità di una eziologia tossicologica della cardiopatia negli “assuntori”
Un progetto innovativo: il Centro D.A.H.D. (Drug Abuse Heart Diseases)
Da queste premesse nasce nella ASL Lecce, su idea e proposta del Dott. Francesco Ciccirillo, il progetto “Percorso integrato per la prevenzione, gestione e riabilitazione delle patologie cardiovascolari associate all’uso di droghe o nei soggetti assuntori”. Il progetto ha previsto l’attivazione di un ambulatorio cardiologico dedicato (Centro D.A.H.D., Resp. F. Ciccirillo) presso l’UOC di Cardiologia del P.O. “V. Fazzi” (Dir. G. Colonna), operante all’interno del Dipartimento Cardiovascolare (Dir. G. Piccinni), quale punto di riferimento provinciale per i pazienti con cardiopatia e storia di uso di sostanze, e di un percorso di collaborazione tra tale centro e il Dipartimento Dipendenze Patologiche. Gli obiettivi del Percorso sono: 1) garantire all’interno di un ambulatorio dedicato uno screening per diagnosi precoce, un monitoraggio cardiologico per le specifiche condizioni cliniche ed un trattamento tempestivo delle patologie cardiovascolari nei soggetti assuntori sintomatici o ad alto rischio CV globale individuati e inviati dai SerD e dalle comunità di accoglienza locali; 2) favorire l’inserimento dei pazienti assuntori con diagnosi di cardiopatia inviati dai reparti o dagli ambulatori territoriali cardiologici e non, in un percorso strutturato di follow-up, soprattutto nel periodo post-acuzie della cardiopatia, per non vanificare gli sforzi in precedenza effettuati; 3) attivare e favorire la presa in carico dei pazienti cardiopatici assuntori da parte dei SerD al fine di avviare una gestione combinata, un trattamento delle problematiche non cardiologiche (psicologiche, infettivologiche) e soprattutto un controllo delle abitudini voluttuarie che hanno dimostrato un impatto favorevole anche sulla prognosi cardiologica; 4) promuovere cultura, studio e ricerca clinico-epidemiologica sul tema delle cardiopatie da sostanze. Nell’ambulatorio, con esami strumentali e la somministrazione di una anamnesi specifica (Psychoactive substance use history, Cardiology 2023), si valuta la possibilità di formulare una diagnosi di eziologia tossicologico-voluttuaria della cardiopatia.
Dall’esperienza dell’ASL - Lecce la proposta di un modello
Sono facilitate prestazioni di secondo livello e consulenze specialistiche non cardiologiche (es. pneumologiche) a fini diagnostici e preventivi del danno da sostanze anche in altri distretti. L’agenda dedicata consente follow-up personalizzati e facilitati per valutare aderenza, risposta terapeutica, cessazione delle assunzioni e progressione della cardiopatia. La gestione da parte di un unico medico ha migliorato il rapporto medico-paziente e il counselling familiare, favorendo la continuità e l’aderenza al percorso terapeutico. È auspicata l’implementazione di un servizio di telecardiologia per la refertazione ECG a distanza.
La gestione cardiologica dei soggetti assuntori di sostanze soprattutto se cardiopatici o con dipendenza patologica richiede e si giova di modelli organizzativi di precisione la cui efficacia riduce morbilità, mortalità e spesa sanitaria
Risultati preliminari e riflessioni
Dal 2021, l’attivazione del percorso ha prodotto risultati significativi:
- ha aumentato la sensibilità e la conoscenza dei medici verso le problematiche cardiache da sostanze, con conseguente incremento delle diagnosi di cardiopatia a componente tossicologica e miglioramento della prognosi;
- ha ridimensionato il concetto di “scarsa compliance”, soprattutto nei pazienti seguiti attivamente dai SerD o dalle comunità;
- ha consentito diagnosi precoci e spesso decisive di cardiopatie altrimenti misconosciute in una quota rilevante di pazienti selezionati dai SerD;
- ha favorito l’adesione ai programmi riabilitativi grazie al contatto diretto con il personale dei SerD, alla garanzia di privacy e al counselling precoce già durante il ricovero.
Presentazione di un modello in rete multidisciplinare ospedale - territorio per la gestione di precisione dei soggetti “assuntori” di sostanze con problemi cardiovascolari
Conclusioni. Le cardiopatie nei soggetti assuntori pongono oggi alla sanità pubblica una sfida complessa e crescente. L’area cronicità cardiaca, che ha tra i suoi obiettivi la diffusione della conoscenza sulle patologie da droga, propone il modello organizzativo realizzato nella ASL Lecce come un percorso efficace, sostenibile e umano, capace di incidere sulla prognosi di una popolazione fragile ma recuperabile. Si auspica l’implementazione e l’estensione di tale modello attraverso la creazione di una rete nazionale di centri dedicati, per una cardiologia integrata e consapevole delle nuove forme di acuzie e cronicità cardiaca. Infine, come area vi invitiamo a partecipare al Progetto “Cuore e Droghe. Un cuore per amico”, promosso dalla Fondazione per il Tuo cuore nelle Scuole Superiori, con l’obiettivo di contribuire alla prevenzione delle problematiche cardiovascolari da droga e alla promozione di salutari stili di vita tra i giovani. ♥

