“Fa’ che il cibo sia la tua medicina”

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“Fa’ che il cibo sia la tua medicina”

L’alimentazione, caposaldo fondamentale della salute, unisce la tradizione antica alle evidenze scientifiche

Dalla saggezza di Ippocrate alle moderne linee guida, il cibo non è solo nutrimento ma parte integrante della cura Un’alimentazione corretta diventa medicina preventiva soprattutto in età avanzata

«Fa’ che il cibo sia la tua medicina e che la tua medicina sia il tuo cibo». L’aforisma è attribuito a Ippocrate, medico greco vissuto nel V-IV secolo a.C. e testimonia l’importanza, fin dall’antichità, del cibo nella prevenzione e nel trattamento delle malattie. Anche i testi autentici mostrano chiaramente quanto i medici greci considerassero il cibo una parte fondamentale della cura per il raggiungimento di un sano equilibrio: “Se fossimo in grado di fornire a ciascuno la giusta dose di nutrimento e di esercizio fisico, né in eccesso né in difetto, avremmo trovato la strada giusta per la salute”. 

Altri concetti da ricordare tratti dal Corpus Hippocraticum (V-IV sec. a.C.), che raccoglie circa 60-70 scritti medici attribuiti ad Ippocrate e alla sua scuola, sono: • Τὴν δὲ δίαιταν προσήκει τῇ νόσῳ καὶ τῇ τοῦ νοσέοντος δυνάμει ἀρμόζειν. “La dieta deve essere adattata alla malattia e alla forza del malato”. • Διαιτήματά τε καὶ δίαιτα δεῖ ἡλικίῃ, ὥρῃ, ἔθεσιν, καὶ νόσοισιν ἑκάστοις ἁρμόζειν. “Il cibo e il tenore di vita devono essere adatti all’età, alle stagioni, alle consuetudini e alle malattie”. Nel mondo latino, l’importanza dell’alimentazione e della nutrizione era già compresa, sebbene non con la stessa consapevolezza moderna della salute. Se ne occupavano principalmente i medici e i filosofi, che associavano la dieta alla salute e alla longevità, studiando l’effetto del cibo sul corpo umano. Celso nel trattato “De Medicina” considera l’importanza della alimentazione come prima medicina. Plinio il Vecchio indica nella corretta nutrizione la via per prevenire le malattie: Medicinae plurima ex cibis proveniunt; nec aliud est vita hominum quam victus ratio. “Molti rimedi della medicina provengono dai cibi; e nient’altro è la vita degli uomini se non il loro modo di nutrirsi”. Ippocrate insegnava che la dieta doveva adattarsi all’età e alla malattia; Celso sosteneva che la medicina coincideva con il regime di vita; Plinio ricordava che molti rimedi derivavano dai cibi stessi. 

Dall’antica Grecia a Roma, il messaggio sulla centralità dell’alimentazione è rimasto invariato. Una corretta alimentazione e idratazione diventa fondamentale nelle persone anziane, infatti, l’invecchiamento è associato a cambiamenti fisiologici, funzionali, declino cognitivo, fattori socioeconomici e comorbilità con conseguenze cliniche negative come disabilità, fragilità, qualità della vita ridotta, aumento della morbilità e della mortalità.

In geriatria la nutrizione e l’idratazione mirano a sostenere funzionalità, autonomia e qualità della vita negli anziani Un buono stato nutrizionale è essenziale per favorire riabilitazione e recupero dalla malattia

Gli anziani corrono un rischio maggiore di malnutrizione e disidratazione anche a causa dell’anoressia senile. Frequente è la sarcopenia, caratterizzata da una perdita sproporzionata di massa muscolare e forza, accompagnata da compromissione fisica, fragilità, disabilità e dipendenza dagli altri. Una persona anziana è di solito definita come un individuo di 65 anni o più. Un paziente geriatrico non è definito specificamente dall’età, ma piuttosto caratterizzato dal grado di fragilità e dalle molteplici malattie attive. Lo screening della malnutrizione è il primo passo nel processo di assistenza nutrizionale per i pazienti ospedalizzati o a domicilio, per poter identificare quelli a rischio di malnutrizione. 

In geriatria la nutrizione clinica e l’idratazione mirano a fornire energia, proteine, micronutrienti e liquidi adeguati a supportare la funzionalità degli organi, la qualità della vita e l’autonomia negli anziani. Le strategie di trattamento includono assistenza durante i pasti al fine di sostenere un adeguato apporto calorico alimentare, modificazioni della consistenza degli alimenti, integratori alimentari orali e interventi come l’alimentazione tramite sondino (nutrizione enterale) o l’alimentazione endovenosa (nutrizione parenterale) quando necessario. Un apporto adeguato di nutrienti e liquidi aiuta a prevenire problemi come infezioni del tratto urinario, agitazione e fragilità. Un buono stato nutrizionale è essenziale per favorire la riabilitazione e migliorare la capacità di recupero dalla malattia. Per questo ci vengono in aiuto le linee guida ESPEN pubblicate a maggio 2018 che forniscono raccomandazioni basate sull’evidenza e sul consenso per la prevenzione, la valutazione e il trattamento della malnutrizione e della disidratazione negli anziani. 

I temi affrontati includono lo screening e la valutazione dello stato nutrizionale e dell’idratazione, i fabbisogni energetici e di nutrienti, l’organizzazione dell’assistenza nutrizionale, le strategie di prevenzione e di intervento nutrizionale (come la consulenza dietetica, l’uso di alimenti a consistenza modificata, alimenti arricchiti, integratori nutrizionali orali, nutrizione enterale e parenterale) così come la gestione dell’idratazione. Il documento sottolinea che una gestione nutrizionale e l’idratazione tempestiva e appropriata dovrebbe essere parte integrante della cura geriatrica, per preservare o migliorare lo stato di salute, la funzionalità e la qualità della vita degli anziani. Come conseguenza di malattie acute e/o croniche in combinazione con cambiamenti degenerativi legati all’età, si verificano limitazioni nelle funzioni fisiche, mentali e/o sociali. La capacità di svolgere in maniera indipendente le attività di base della vita quotidiana viene compromessa o persa.

Un’alimentazione corretta è da sempre la prima medicina, dalle intuizioni di Ippocrate alle evidenze moderne In geriatria, nutrizione e idratazione sono determinanti per preservare salute, autonomia e qualità della vita Lo screening della malnutrizione è fondamentale per prevenire fragilità e ridurre complicanze cliniche La dieta diventa così parte integrante della cura geriatrica e strumento di medicina preventiva

La persona ha un crescente bisogno di cure riabilitative, fisiche, psicologiche e sociali e necessita di un approccio olistico per evitare una perdita parziale o completa dell’indipendenza. Interessante è lo studio osservazionale pubblicato ad ottobre 2021, in cui vengono analizzati 430 pazienti, utilizzando gli strumenti di screening della malnutrizione quali quello universale della malnutrizione (MUST) che seleziona principalmente le caratteristiche della malnutrizione, mentre la forma breve di valutazione globale soggettiva generata dal paziente (PG-SGA SF) che include inoltre fattori di rischio per lo sviluppo di malnutrizione, producendo una percentuale più elevata di pazienti a rischio. 

Dei pazienti analizzati (age 58 ± 16 anni, 53% maschi, BMI 26,9 ± 5,5 kg/m2), MUST e PG-SGA SF hanno identificato rispettivamente 32 e 80 ad alto rischio. Mentre l’elevato rischio di malnutrizione dovuto alla MUST era associato solo alla mortalità, la PG-SGA SF era associata a un rischio più elevato di ricovero ospedaliero prolungato, riammissione e mortalità. Nei pazienti considerati a basso rischio di MUST, anche l’elevato rischio di malnutrizione da parte della PG-SGA SF era predittivo di un esito peggiore. Tutte le persone anziane, indipendentemente dalla diagnosi specifica e incluse le persone in sovrappeso e obese, devono essere sottoposte a screening di routine per la malnutrizione con uno strumento come il MUST o PG-SGA SF. Uno screening positivo per la malnutrizione deve essere seguito da valutazione sistematica, intervento individualizzato, monitoraggio e corrispondente adeguamento degli interventi. Ippocrate insegnava che la dieta dovesse adattarsi all’età e alla malattia; Celso sosteneva che la medicina coincideva con il regime di vita; Plinio ricordava che molti rimedi derivano dai cibi stessi. 

Un’alimentazione adeguata contribuisce a mantenere le funzioni cognitive, a garantire autonomia e a migliorare la qualità della vita. In definitiva, l’alimentazione rappresenta la più efficace forma di medicina preventiva geriatrica: nel paziente anziano il cibo non è solo nutrimento, ma parte integrante della cura.♥

Dall’antica saggezza di Ippocrate alle evidenze scientifiche odierne: la nutrizione resta cardine della geriatria

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